Quando ci siamo alzati in piedi tutto è cambiato rispetto alle altre scimmie antropomorfe. A livello muscolo-scheletrico la colonna ha smesso di essere un'unica cifosi per acquisire la curva lombare, motore intrinseco della bipedia, e quella cervicale a sorreggere il capo. Si tratta però di un processo evolutivo biomeccanicamente imperfetto che ci spinge alla continua ricerca d'equilibrio e che sottopone ancor oggi, a distanza di così tanto tempo, la nostra colonna all'usura dettata dalla gravità. Gli altri bipedi a differenza nostra hanno un complesso bacino-colonna ingenieristicamente quasi perfetto, e la scimmie antropomorfe come orango e scimpanzé hanno una colonna pressoché diritta e cifotica e quando acquisiscono la stazione eretta mantengono questo atteggiamento. In cambio però abbiamo liberato le mani e abbiamo sviluppato delle articolazioni speciali, capaci di lavorare finemente.

Intelligenti e sofferenti

Corteccia cerebrale ampia e iperconessa, linguaggio, bipedia e tecnologia che sfrutta la libertà degli arti superiori, sono alcuni dei tratti evoluzionistici che caratterizzano l'animale uomo tra tutti gli altri animali.

Quando ci siamo alzati in piedi tutto è cambiato rispetto alle altre scimmie antropomorfe.
A livello muscolo-scheletrico la colonna ha smesso di essere un'unica cifosi per acquisire la curva lombare, motore intrinseco della bipedia, e quella cervicale a sorreggere il capo.
Si tratta però di un processo evolutivo biomeccanicamente imperfetto che ci spinge alla continua ricerca d'equilibrio e che sottopone ancor oggi, a distanza di così tanto tempo, la nostra colonna all'usura dettata dalla gravità.

Gli altri bipedi (come i volatili) a differenza nostra hanno un complesso bacino-colonna ingenieristicamente quasi perfetto, e la scimmie antropomorfe come orango e scimpanzé hanno una colonna pressoché diritta e cifotica e quando acquisiscono la stazione eretta mantengono questo atteggiamento.

In cambio però abbiamo liberato le mani e abbiamo sviluppato delle articolazioni speciali, capaci di lavorare finemente. Siamo diventati artigiani ed è per questo motivo che abbiamo sviluppato una corteccia più ampia e connessa, per supportare questa motricità fine e non il contrario (sottolineo sempre più connessa perché di per se una corteccia ampia non garantisce intelligenza superiore).
Prima che Sapiens siamo stati Habilis e questo tratto è ancora…

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Ostepati e chiropratici dedicano molto del loro operato alla normalizzazione neuro-scheletrica delle colonna con tutte le risposte vegetative, endocrine e immunitarie che ciò comporta e uno sguardo sull’argomento alla luce della teoria dell'evoluzione ci permette di effettuare riflessioni importanti. L’intera storia evolutiva parte dallo sviluppo della colonna vertebrale quale centro di protezione nervosa e sviluppo di fasci muscolari simmetrici e segmentati. La colonna ha spinto l’evoluzione degli arti. Il ruolo degli arti inferiori come propulsori primari ha dato sviluppo al bacino e alle sue modifiche che hanno permesso i bipedismo (stazione eretta). Il bipedismo ha svincolato gli arti superiori e spinto la crescita cerebrale. La stazione eretta ci invita ad una continua lotta d’equilibrio contro gravità con tutti i benefici e le possibile pene muscolo-articolari che questo comporta. In quest’ottica la fascia, intesa quale sistema integrato e autoregolato, gioca un ruolo fondamentale. L’intervento sulla normalizzazione della colonna vertebrale e della fascia sono obiettivi prioritari in terapia manuale.

Introduzione

L’importanza della colonna vertebrale nell’uomo è di per sé un fatto intuitivo e sottolineato in diversi ambiti e culture.
Ostepati e chiropratici dedicano molto del loro operato alla normalizzazione neuro-scheletrica delle colonna con tutte le risposte vegetative, endocrine e immunitarie che ciò comporta e uno sguardo alla luce della teoria dell'evoluzione ci permette di effettuare riflessioni importanti sull’argomento.

I vertebrati: a partire dai pesci

I vertebrati, animali con colonna vertebrale, rappresentano solo il 5% delle specie e comprendono pesci, anfibi, rettili, uccelli e mammiferi tra i quali l’uomo. Si tratta, non a caso, degli animali più grandi, mobili e intelligenti presenti sulla terra.
Precursori dei vertebrati furono i cordati, che presentavano già corpi bilaterali e simmetrici, con un unico fascio di fibre nervose che attraversava un canale lungo la schiena sostenuto dalla notocorda, un filamento cartilagineo solidificato, e fasci di muscoli segmentati.
La successiva evoluzione di grande importanza fu l’introduzione nei protopesci di una testa contenente organi sensitivi in grado di migliorare la ricerca di cibo e la difesa del territorio. Successivamente apparvero i pesci dotati di mascelle e di denti e con essi la predazione.
Nel Devoniano i pesci preistorici iniziarono la colonizzazione della terra che avrebbe portato alla comparsa di anfibi, rettili, uccelli e mammiferi.

L’importanza di avere una colonna vertebrale

I tetrapodi…

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Risalire alle tecniche osteopatiche delle origini, insegnate a Kirksville da A.T. Still, non è cosa facile. Il fondatore dell'osteopatia non ha infatti lasciato grandi tracce di questo insegnamento. Da un punto di vista generale quelle di Still possono essere definite come tecniche indirette/dirette dato che nel corso dell'applicazione si passa da entrambe i momenti. Il vettore di forza, tendenzialmente compressivo, non passa per l'asse dell'articolazione, piuttosto è diretto verso il punto di restrizione al fine di operare il rilascio mio-legamentoso.

Le tecniche osteopatiche delle origini

Risalire alle tecniche osteopatiche delle origini, insegnate a Kirksville da A.T. Still, non è cosa facile. Il fondatore dell'osteopatia non ha infatti lasciato grandi tracce di questo insegnamento.
Still, come si evince chiaramente nel suo testo "Osteopatia, ricerca e pratica", desidera concentrare l'attenzione degli allievi sul aspetto clinico e sulla filosofia osteopatica e le tecniche divengono non il fine dell'operare esteopatico bensì un mezzo, intercambiabile e adattabile dai singoli osteopati in base alle esigenze contingenti.
Ciò nonostante andare alla ricerca delle tecniche osteopatiche delle origini rappresenta un certo interesse sia storico che applicativo.

Gli allievi di Still e le ricerche di Van Buskirk

Gli allievi diretti di Still danno in merito all'argomento delle testimonianze non del tutto coerenti. Sicuramente all'ASO erano insegnate tecniche HVLA ma nel contempo sembra che Still utilizzasse un approccio più simile ad una mobilizzazione che prevedeva una prima fase indiretta, nella direzione della libertà, e una una seconda fase diretta contro barriera.
Questo approccio si può evidenziare anche in altre tecniche conosciute, come ad esempio quelle di Sutherland, che fu allievo diretto di Still, e che è conosciuto sopratutto per l'introduzione dell'osteopatia craniale ma che in realtà ha sviluppato un approccio manipolatorio di tutto il corpo, detto del bilanciamento legamentoso, che probabilmente si rifà direttamente all'approccio del suo…

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Ad oggi non siamo in grado di prevedere in un soggetto in salute l'evenienza di un incidente cerebrovascolare e in tal senso effettuare il test con il capo in estensione e rotazione non ha di per se alcuna rilevanza predittiva.  Possiamo però individuare i pazienti che presentano fattori di rischio, valutare e se è il caso astenerci dal manipolare, rendendo questa pratica a livello cerebrovascolare ancor più sicura dell'ingestione di una semplice aspirina (e non è per dire, stiamo parlando di statistiche).

Anamnesi sempre e prima di tutto
Ad oggi non siamo in grado di prevedere in un soggetto in salute l'evenienza di un incidente cerebrovascolare
e in tal senso effettuare il test con il capo in estensione e rotazione non ha di per se alcuna rilevanza predittiva.
Possiamo però individuare i pazienti che presentano fattori di rischio, valutare e se è il caso astenerci dal manipolare, rendendo questa pratica a livello cerebrovascolare ancor più sicura dell'ingestione di una semplice aspirina (e non è per dire, stiamo parlando di statistiche).

Fattori di rischio

I seguenti fattori di rischio sono associati ad un aumentato rischio dissecazione della carotide interna o di patologia arteriosa vertebro-basilare e devono essere valutati accuratamente durante la storia del paziente.

- Storia passata di trauma alla colonna vertebrale cervicale e/o ai vasi cervicali
- Storia di mal di testa da emicrania
- Ipertensione
- ipercolesterolemia / iperlipidemia
- Patologia cardiaca, malattia vascolare, precedente incidente cerebrovascolare o attacco ischemico transitorio
- Diabete mellito
- Patologie / alterazioni della coagulazione del sangue nelle proprietà del sangue (ad esempio iperomocisteinemia)
- Terapia anticoagulante
- Uso a lungo termine di steroidi
- Storia del fumo
- Infezione recente
- Post partum immediato
- Trauma cranico o…

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